Il Design con il mare negli occhi
Tigullio Design District, quinta edizione
Ogni aprile Milano si trasforma in capitale del progetto. Showroom, installazioni, feste, code: il Salone del Mobile e il Fuorisalone attraggono il mondo intero in una settimana di vera saturazione visiva e concettuale.
È il rito collettivo del Design Italiano, la sua vetrina più esposta.
Ma nelle stesse date, a poco più di un’ora di treno verso sud-est, esiste un’altra manifestazione. Non alternativa, piuttosto complementare — quasi uno specchio rovesciato. Il Tigullio Design District si svolge sul mare, tra Portofino e Sestri Levante, e propone una domanda diversa: cosa succede al pensiero progettuale quando l’orizzonte non è un muro di palazzi ma una linea d’acqua?
La quinta edizione, in programma nello stesso periodo del Salone del Mobile di Milano dal 20 al 26 aprile 2026, conferma un format che in pochi anni ha saputo ritagliarsi una propria identità.
Non una fiera, non un salone: una kermesse diffusa che trasforma un intero golfo in teatro del Design.
Sette città, un golfo
Il Tigullio Design District non ha un padiglione centrale né un ingresso unico: si distribuisce tra Santa Margherita Ligure, Rapallo, Portofino, Zoagli, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante, coinvolgendo ville storiche, palazzi comunali, botteghe, hotel, laboratori artigiani. Lo scorso anno a Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure e quest’anno vi sarà l’inaugurazione istituzionale a Chiavari nei meravigliosi giardini di Palazzo Rocca: un’occasione unica per ammirarli.
È un modello che richiede coordinamento e visione, ma restituisce qualcosa che nessuna fiera può offrire: il contesto. Chi arriva al TDD non visita stand, attraversa un territorio. Cammina tra i caruggi, pranza sul lungomare, entra in una chiesa barocca e poi in uno showroom di velluti. Il Design si mescola alla vita, e la vita del Tigullio — il suo ritmo, la sua luce, la sua tradizione di accoglienza — entra nel Design.
È anche un atto di politica culturale: portare una manifestazione internazionale fuori dai centri consolidati, dimostrare che l’eccellenza progettuale può nascere e mostrarsi ovunque ci sia qualità diffusa. Il Golfo del Tigullio, con i suoi cantieri, i suoi artigiani storici, la sua ospitalità, aveva le credenziali giuste. Serviva qualcuno che le mettesse a sistema.
Design fronte mare
Il sottotitolo del Tigullio Design District è esplicito: «Tigullio your new design experience» e potrebbe esserlo anche il concetto di Design fronte mare. Non una suggestione paesaggistica, ma una dichiarazione di campo.
La manifestazione nasce con target che spaziano dal mare e nautica, dall’outdoor al lifestyle, dove tra prodotti e accessori, materiali e soluzioni tecniche — si allarga all’outdoor, all’arredo urbano, alle tecnologie sostenibili per ambienti costieri e aree marine protette. Al TDD si trova un ampio raggio che coinvolge attori che spaziano dal mondo marino a quello urbano, unendo quei mondi che non si incontrano solitamente in una design week classica da grande città o metropoli che sia.
Ma c’è qualcosa di più sottile. Progettare con il mare negli occhi significa lavorare con una luce diversa, con superfici che devono resistere alla salsedine, con spazi che oscillano. Significa confrontarsi con un orizzonte che non finisce mai e con un cliente — il mare stesso — che non perdona l’approssimazione. Credo che lo Yacht Design condivide con l’Interior Design d’alta gamma una stessa ossessione per il dettaglio, una stessa tensione tra bellezza e funzione, una stessa necessità di integrare materiali, finiture, ergonomia.
Il TDD intercetta questa convergenza. Due appuntamenti attuali — Blue Hub, dedicato alla nautica sostenibile nelle aree protette, e Design 4 Future sviluppato in stretta sinergia con Lega Navale Italiana, sulle prospettive di accessibilità per porti e imbarcazioni — testimoniano un’attenzione che va oltre l’estetica: il Design come strumento di responsabilità ambientale e inclusione.
È una visione che lega il Tigullio a Genova, sede del Salone Nautico, dei cantieri, delle università e degli istituti di formazione. Una filiera corta del progetto, radicata nel territorio.
La sedia di Chiavari
Ogni manifestazione che si rispetti ha un’icona. Per il Tigullio Design District oltre il mare, la nautica, l’orizzonte è la sedia di Chiavari: leggera, elegante, replicata in tutto il mondo dal 1807 a oggi e fonte di ispirazione per tanti interior designer ed architetti in tutto il mondo. Una seduta nata dall’intuizione di un ebanista locale, Giuseppe Gaetano Descalzi, che seppe tradurre in legno di faggio una struttura di rara essenzialità — resistente ma sottile, solida ma trasportabile con una mano.
Design ante litteram, si direbbe. L’artigianato che anticipa l’industria, la funzione che detta la forma prima che qualcuno teorizzasse il principio. La sedia di Chiavari è un piccolo monumento alla cultura materiale ligure, al saper fare che non ha bisogno di manifesti ormai diventata icona del made in Italy.
È un modo intelligente di usare la storia: non come celebrazione nostalgica, ma come prova di continuità e di attualità. Il Design Italiano ha radici lunghe, e alcune affondano qui, in un golfo dove forma e funzione si incontravano già quando Milano era ancora una città di botteghe.
Un sistema territoriale
Costruire una manifestazione internazionale partendo da un territorio non è semplice. Richiede visione, pazienza, capacità di mettere in rete soggetti diversi — istituzioni, imprese, artigiani, scuole, commercianti — senza perdere coerenza. Il Tigullio Design District è arrivato alla quinta edizione grazie al lavoro dell’Associazione Culturale Liguria Design e del suo presidente, Davide Conti, che ha saputo trasformare un’intuizione in un appuntamento riconosciuto ben oltre i confini regionali.
Diciannove organizzazioni mondiali del Design sono oggi partner della manifestazione. Sedici ambasciatori la promuovono nei rispettivi paesi, dalla Cina al Messico, dall’Australia al Regno Unito, quest’anno anche il New York Design Festival. Oltre cento tra partner internazionali e locali, più di sessanta media accreditati. Numeri che raccontano una crescita rapida ma non improvvisata che ha fatto sì che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy invitasse il TDD ad entrare e far parte della Giornata del Made in Italy.
Direi che il merito è anche nella scelta di campo: non competere con Milano, ma offrire qualcosa che Milano non può offrire: il mare, la luce, il ritmo. Un Design che si guarda intorno prima di guardarsi allo specchio.
Per chi lavora nell’Interior Design d’alta gamma — e in particolare per chi, come IL10 Milano, conosce il mondo della nautica — il Tigullio Design District è un appuntamento da segnare. Non per dovere di cronaca, ma per affinità elettiva.