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Dimore italiane per committenti esteri

Studio IL10 · Milano

Un palazzo milanese, una villa sulle colline toscane, un attico affacciato sul Bosforo. Non sono case da arredare: sono ambienti da comporre.

Esistono spazi che semplicemente resistono all’ordinario. Un palazzo milanese, una villa sulle colline toscane, un attico affacciato sul Bosforo. Non sono case da arredare: sono ambienti da comporre, strato dopo strato, con la precisione di un sarto e la pazienza di un artigiano. E quasi sempre, chi li abiterà non si trova nello stesso paese in cui si sta lavorando.

Le famiglie internazionali che acquistano in Italia raramente hanno il tempo di abitare l’Italia mentre la loro casa prende forma. Vivono a Londra, a Singapore, a New York, a Dubai. Vengono per il rogito, vengono per le feste, a volte vengono per il sopralluogo finale. Tra una visita e l’altra, però, i mesi passano, e in quei mesi qualcuno deve andare in atelier al posto loro, portando con sé le loro scelte e facendole rispettare. Qualcuno deve toccare il campione di lino prima che venga ordinato in venti metri. Qualcuno deve verificare che la lastra di marmo scelta sul render abbia, dal vivo, le venature che il committente immaginava. Qualcuno deve sedersi con l’artigiano e capire perché quella cassettiera non sarà pronta nei tempi previsti, e cosa si può fare. È un lavoro di rappresentanza continua, e di fiducia. Soprattutto di fiducia: perché chi commissiona non vedrà nulla del processo, vedrà solo il risultato.

Si potrebbe pensare che, per chi può permettersi qualsiasi cosa, il problema sia trovare il meglio. Non è così. Per chi può permettersi qualsiasi cosa, il problema è trovare l’unico. I cataloghi del lusso esistono, e sono pieni di pezzi straordinari. Ma sono cataloghi: cioè cose che esistono già, e che esistono anche per qualcun altro. Il vero su misura comincia dove il catalogo finisce. Comincia quando un cliente descrive una madia che ha visto da bambino in una casa in Provenza e chiede se si può rifare in noce nazionale, con le proporzioni della stanza in cui dovrà stare. Comincia quando un colore deve essere campionato cinque volte perché nessuna delle lacche industriali è esattamente quel colore. Comincia quando un tessuto deve essere tessuto su misura perché l’altezza della finestra non corrisponde a nessuna delle altezze standard. È un mondo che, in Italia, esiste ancora, ma si raggiunge solo attraverso le persone giuste.

Una casa fatta così non si consegna in una data. Si consegna per stadi, e poi continua a evolversi. La camera dei figli più grandi cambia funzione quando i figli vanno via. La libreria del salone si allunga ogni anno di un paio di metri. Una poltrona acquistata per la casa di Milano viene spostata nella casa di campagna perché lì respira meglio. È per questo che le famiglie internazionali, i family office e i wealth manager che le rappresentano cercano in Italia non un fornitore ma un punto di riferimento che possa restare. Qualcuno che conosca le proporzioni delle stanze, il nome dell’artigiano che ha fatto i pavimenti, il colore esatto delle pareti. Qualcuno che, dieci anni dopo il primo progetto, possa ancora rispondere alla domanda “e se invece spostassimo tutto di là?”.

Quando il committente arriva finalmente nella sua casa, per la prima volta dopo mesi, a volte dopo anni, non vede il lavoro. Vede solo la casa. Vede un luogo che sembra averlo aspettato esattamente così. È in quel momento che si capisce che qualcuno, per tutto quel tempo, è stato lì al suo posto.